“Cairano. Le radici delle nuvole fest”

Fonte articolo:
Avellino Zon

La cultura e lo spettacolo in Irpinia ripartono da Cairano. Qui il Teatro Odeon intitolato a Franco Dragone ospiterà dal primo luglio all’otto agosto la prima edizione della rassegna di teatro, danza, musica e comicità che ha per titolo “Cairano. Le radici delle nuvole fest”.

Cairano – Protagonisti saranno artisti come Isa Danieli, Peppe Servillo, Javier Girotto, Luis Natalio Mangalavite, Federico Salvatore, Adriana Borriello, Ilenia Romano, Francesca Marini, Massimo Masiello e Roberta Sandias. A loro il compito di  animare le prime esibizioni in presenza dopo la lunga forzata pausa dovuta alla pandemia da Covid 19. Al progetto che nasce a Cairano – curato da Alfredo Balsamo, Franco Dragone e Dario Bavaro e organizzato dal Teatro Pubblico Campano, dal Comune di Cairano e dalla Regione Campania assieme all’associazione “Irpinia 7x” – toccherà quindi dare un segnale di rinascita e non soltanto simbolicamente dal più piccolo comune della provincia di Avellino, dove la struttura Teatrale inaugurata nel 2018 per la sua bellezza costituisce di per sé uno spettacolo permanente.CAIRANO

Le motivazioni

Luigi D’Angelis, sindaco di Cairano: “Ringrazio il Circuito Teatro Pubblico Campano il Direttore Alfredo Balsamo per aver accettato l’invito a venire a Cairano e progettare con Franco Dragone e Dario Bavaro l’interessante proposta culturale. Ringrazio Franco Dragone per il sostegno concreto e per la testimonianza d’amore per il suo paese e per l’Irpinia. Grazie a Dario Bavaro per la perseveranza e la determinazione nel portare avanti il progetto Cairano, a tutti gli amici che ci hanno sostenuto e a Giovanni Russo. Tutto quello che stiamo facendo a Cairano è un’indicazione per tutto il territorio un modo creativo e propositivo per affermare che è possibile progettare un nuovo futuro per le aree interne”.

Alfredo Balsamo, direttore del Circuito Teatro Pubblico Campano: “Ho conosciuto Cairano perché invitato per due anni di seguito a partecipare alla Masterclass di alta formazione per i mestieri dello spettacolo diretta da Franco Dragone. Ho avuto la possibilità di conoscere un luogo affascinate con grandi potenzialità e di condividere con Dragone e Bavaro e il Sindaco D’Angelis una prospettiva di sviluppo, attraverso proposte artistiche, per dare un contributo concreto al territorio. Ho accettato con piacere e convinzione la proposta ed eccoci pronti ad inaugurare il primo “Cairano le radici delle nuvole fest”.

Franco Dragone: “Da molti anni partecipo con interesse e passione alle attività che si organizzano a Cairano, il paese dove sono nato e dove profonde sono le mie radici. Cairano è il luogo dove mi riconcilio con una parte di me. La mia attività ha le sue radici in questo luogo, ho sempre l’impressione di guardare il mondo dalla Rupe dove l’orizzonte è alto e ampio. Abbiamo iniziato a fare teatro a Cairano con il teatro azione diversi anni fa, coinvolgendo gli abitanti a vivere la totalità del teatro, dalla scrittura alla rappresentazione, diventandone protagonisti. Oggi ci prepariamo ad inaugurare il primo “Cairano le radici delle nuvole fest”, un progetto per continuare il cammino insieme”.

Dario Bavaro: “Un progetto teatrale in un luogo palcoscenico come Cairano è un’emozione che si amplifica. Il paese sembra farcela da solo a raccontare e stare sempre in scena pronto però ad accogliere spettacoli per vedere come funziona la relazione. A Cairano le nuvole mettono le radici, ogni giorno sono in scena e ci raccontano di viaggi, di amori, di danze, di carezze, di abbracci, di parole innamorate del silenzio. Le nuvole sono la materia immaginifica di questo luogo. Un giorno come racconta Franco Dragone le nuvole furono scambiate per il mare e dalla rupe, con delle fazzatore, i Cairanesi si imbarcarono per raggiungere l’America. A Cairano siamo dentro un Teatro che respira e che facilita sguardi e contatti”.

Il programma

  • Giovedì primo luglio. L’inaugurazione è affidata a Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalino Mangalavite i quali – rispettivamente alla voce, al sax soprano e baritono e al piano, tastiere e voce – renderanno un omaggio a Lucio Dalla nello spettacolo “L’anno che verrà”. Spiegano gli autori: “Ci sembrava il titolo più indicato, visto l’anno che abbiamo passato e ci auguriamo davvero che sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno! Lucio Dalla sapeva indagare il futuro con le sue canzoni da profeta e per questo ci avviamo con la lampada a ripercorrerle, canzoni antiche come la terra, ma con dentro un motore che guarda il domani. Dalla ha sempre intercettato il comune sentire traducendolo in forma poetica e popolare, e le sue grandi doti di interprete hanno contribuito non poco a ciò. A noi, il tentativo di rileggere i suoi brani tenendo conto di tutto questo, sperando di indagare e ritrovare nella sua scrittura la capacità di fare della canzone un segnale imprescindibile del nostro cercare la vita, del fare poesia”.
  • Sabato 10 luglio. Altro omaggio d’artista in “Verso il mito”. Gianmarco Cesario e Antonio Mocciola celebrano Edith Piaf con Francesca Marini e Massimo Masiello. L’adattamento e la direzione sono di Gaetano Liguori. Ottobre 1963: A poche ore dalla sua morte un incontro trasporterà Edith Piaf attraverso i ricordi , facendole ritrovare quelli che sono stati gli uomini della sua vita. Lo spettacolo vuole parlare di Piaf senza entrare nell’ iperrealismo, evitando il rischio della narrazione didascalica che occhieggi alla fiction (già abbondantemente utilizzata sia in cinema che in teatro). La donna Edith si confronta con il suo mito, l’immortalità della sua figura e della sua arte con la fine della sua vita umana. Le canzoni, gli uomini, e gli episodi della sua vita si susseguono sulla scena con leggerezza e surrealismo: in un solo uomo (Azrael) lei rivede tutti quelli che l’hanno incontrata, aiutata, sfruttata, amata, odiata. George Moustaki, Yves Montand, Charles Aznavour, Gilbert Becaud e Theo Sarapo. Tutti, in qualche modo, uguali, tranne lui, Marcel Cerdan l’unico grande amore di Edith . L’unico a non aver sfruttato il suo nome per diventare famoso, lui che veniva da un mondo diverso, quello dello sport, e che era già famosissimo, ma che un tragico destino le tolse e dal quale non si sarebbe mai separata, fino ed oltre la morte.Il testo, pensato e scritto per due interpreti di grande spessore, quali Francesca Marini e Massimo Masiello, rispettivamente nei ruoli della Piaf e di tutti gli uomini (o uno solo?) che con lei hanno cantato e vissuto, e che grazie a lei hanno avuto la possibilità di provare cosa significhi attraversare l’amore, l’arte, la gioia e il dolore. Uno spettacolo elegante e misurato , che vuole arrivare al cuore dello spettatore trasmettendogli tutte le emozioni vissute da un artista unica e straordinaria. L’allestimento scenico è firmato da Tonino Di Ronza , i costumi di Maria Pennacchio , il disegno luci di Gaetano Liguori e non ultimo le meravigliose musiche del Maestro Lino Cannavacciuolo , fanno di questo spettacolo un piccolo capolavoro da non perdere.
  • Sabato 24 luglio. “Ospitata” è il titolo del recital di Federico Salvatore.  I riflettori sono puntati su un cantastorie dei nostri giorni che si muove funambolico, tra denunce sociali e momenti di poesia, affidate all’orecchio dell’ascoltatore come un montaggio cinematografico all’occhio dello spettatore. Un’ora di canto-racconto fra l’ironia, l’umorismo e la comicità, tra canzoni e monologhi di un sessantenne napoletano che si guarda allo specchio. L’immagine riflessa è quella di un individuo che a furia di posteggi – routine, ha finito per posteggiare la sua personalità in un parcheggio dimenticato. Allora la memoria si vendica: accompagnato sul palco da un musicista di grande esperienza. l’eterna querelle tra Federico e Salvatore torna stilizzata nella giustapposizione tra sonorità elettriche ed acustiche. Lo spettacolo oltre ad alcuni grandi successi del passato come Azz, Ninna Nanna, Incidente al Vomero raccoglie brani scelti dagli ultimi lavori discografici, In uscita prossimamente, l’album dal titolo “Azz…25 Anni Dopo” , che sarà anche uno spettacolo teatrale.
  • Venerdì 30 luglio. Serata d’onore con Isa Danieli, straordinaria interprete della scena napoletana e del teatro nazionale. Un percorso di donna e di attrice che ha attraversato e attraversa, i generi più diversi delle forme teatrali esistenti. Dal gradino più basso, quello della sceneggiata, alla tragedia greca di Euripide e di Eschilo, fino ad incarnare le parole di autori contemporanei che hanno scritto per lei. Da Wertmuller a Chiti, da Ruccello a Santanelli e poi Moscato, Letizia Russo e Antonio Tarantino, fino al recente Ruggero Cappuccio. Una tradizione teatrale antichissima “tradita” e amata al tempo stesso. Parole soffiate fino al cuore di chi ascolta, per trattenerle, perché rimbalzino in un’eco mai rassegnata e muta. “Sono contenta di stare qui con voi – è il messaggio di Isa Danieli – per condividere un privilegio specialissimo: quello di aver dato voce, per un quarto di secolo, come attrice, ad autori e autrici che hanno scritto per me storie che narravano quegli anni e questi anni: la forza, la fragilità, i vizi e le virtù dei personaggi che ho interpretato, sono imbrigliati nei ricordi e in questa lettura ce n’è una testimonianza, che a me fa piacere salutare insieme a voi”.
  • Venerdì 6 agosto. Con “La conoscenza della non conoscenza. 07 Lecture performance in forma di struttura di improvvisazione” a cura di Adriana Borriello con Adriana Borriello e Donatella Morrone spazio alla danza. Lo spettcolo – produzione AB Dance Research – prevede il dipanarsi del filo del discorso nell’alternanza tra verbo e corpo, scivolando, saltellando, rimbalzando continuamente dalla parola al movimento – e viceversa – e dalla descrizione letterale all’evocazione poetica. Spiega l’artista avellinese di lunga esperrienza internazionale Adriana Borriello: “Voglio condurvi così dentro al mio lavoro, nelle mie  pratiche e nelle questioni che le muovono, ne derivano e le identificano. Voglio mostrarvi gli strumenti – quelli fondamentali, almeno – con cui mi piace giocare quando creo, gli stessi che metto a disposizione degli altri quando insegno. Qui, in compagnia di Donatella Morrone, condividiamo il nostro gioco con voi, esplicitando le sue  regole e i suoi strumenti. Ma il gioco si rivela nell’attuazione, ogni volta uguale e ogni volta diverso, ogni volta nuovo, oltre e dentro le norme che lo regolano”.
  • Domenica 8 agosto. Ultimo appuntamento con “La mansarda” del Teatro dell’Orco che presenta “Oscae personae”. La rappresentazione è in collaborazione con il Centro Studi sulla Tradizione della Maschera Teatrale in Campania e, dal progetto “Maccus in Fabula”, espone in forma di conversazione- spettacolo la summa del percorso svolto intorno ad una ipotesi di messa in scena della Fabula Atellana. “Oscae Personae” vuol essere una vera e propria operazione di riteatralizzazione di questa antica forma di teatro in maschera. Tutto il lavoro di ricerca ed indagine, sia letterario che iconografico, svolto dal 2004 ad oggi, viene distillato e trasformato, mantenendo tuttavia intatta la sua essenza, testimoniata dalla presenza in scena delle maschere come elemento scenografico. La fabula atellana, dopo una lunga indagine filologica, viene dunque riproposta in una forma nuova, che non tradisce il suo punto di partenza, ma lo traduce in chiave più contemporanea e idonea alla fruizione del pubblico dei giorni nostri, conservando però la sua natura primigenia di teatro popolare e farsesco. In scena, dunque, saranno allestiti sempre Velitationes , il Postribolo, Maccus Virgo e Casina ma non in forma di lezione spettacolo, bensì in una forma più spettacolare.  La drammaturgia è di Roberta Sandias. La messa in scena di Maurizio Azzurro. Le maschere: Giancarlo Santelli. Le  musiche: Giovanni D’Ancicco. Le scene sono di Francesco Felaco.

I biglietti

Tutti gli spettacoli inizieranno alle 20.45. Il biglietto d’ingresso è fissato in 10 euro e può essere acquistato online a VIVATICKET  e per informazioni e vendita al 3284205474.

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